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Aiguille de Blaitiere – Spencer Couloir 22.05.2008

3450 m ; 300 m 45°- 50° (+800 m) ; North/ NorthEast ; D+ ; 5.2/ E2

Lo Spencer couloir all’Aiguille de Blaitiére é stato sciato per la prima volta il 26 settembre 1967 dal pioniere dello sci ripido Sylvain Saudan e fu l’inizio ufficiale della sua carriera di sciatore dell’estremo. Ai giorni nostri è poco più di una classica per gli amanti della disciplina, ma pur sempre di grande effetto in quanto situato, a parer mio, in uno dei settori più belli e meno frequentati del massiccio del Monte Bianco. Nonostante apparentemente ad un “passo” da Chamonix, l’accesso rimane piuttosto lungo, ma la sua orientazione nord-est fa si che le condizioni rimangano buone fino agli inizi dell’estate. E’ ormai fine maggio e fa caldo, così, io e Pierre, decidiamo di andare a bivaccare con la tenda sulla morena alla base del couloir che ci permetterà di raggiungere la parte superiore del ghiacciaio di Nantillons, per rismarmiare tempo il mattino seguente. Ci mettiamo 2 ore a traversare le varie morene; sprofondiamo fino al ginocchio in una “pappa” primaverile profonda mai vista prima. Piove a dirotto, ma la meteo ha dato bel tempo per il giorno seguente. In un’atmosfera da Medioevo, scaviamo la piazzola, piantiamo la tenda, prepariamo il materiale e dopo una cena frugale condita al Cote du Rhone, cerchiamo di dormire; sveglia alle 4.30.


Pierre Julien Quentin climbing up the moraine


Cleaning the bivy spot


Dinner time


Official sponsors

Piove tutta la notte e all’ora stabilita faccio capolino dalla tenda; visibilità 5 m e piogerellina costante..”aspettiamo mezz’ora e poi vediamo”…e poi un’ora e poi un’altra mezz’ora e così via, fino a quando, attorno alle 7, sentiamo delle voci. Apro la tenda e ci troviamo di fronte il mitico Anselme Baud (pioniere con Patrick Vallencant dello sci estremo e autore di “Mont Blanc a skis’”, Bibbia di ogni amante del ripido) con un amico o cliente, saliti questa mattina dal Plan dell’Aiguille e ora sulla via del ritorno a causa del maltempo. Ormai siamo qui e decidiamo di provarci, magari più in alto, passata la coltre di nuvole e nebbia che soffoca la valle, sarà meglio. Ci prepariamo e barcollando nella nebbia attacchiamo la goulottina scorciatoia che ci permette di arrivare a metà del ghiacciaio superiore. Troviamo un pò di ghiaccio e misto che rendono la salita tecnicamente più interessante.


Climbing up the first gully

Sbuchiamo sul ripido pendio superiore del ghiacciaio e sorpresa….Bel tempo! Un po’ velato ma ottima visibilità! Il buon umore raddoppia il nostro ritmo di salita ma ad ogni traverso risprofondiamo fin sopra il ginocchio. La nebbia comincia a salire braccandoci per una buona ora e Pierre comincia a chiedermi se non sia il caso di scendere prima che non sia troppo tardi. Inizia l’interminabile serie di “andiamo fin lì e poi vediamo”, ultima speranza, prima dell’abbandono alla delusione della resa. La nebbia sembra aver trovato il suo naturale assestamento ma in compenso nella parte alta del ghiacciaio la neve è profonda e di ottima qualità; buona prerogativa per la discesa ma non altrettanto per la salita. A mezzogiorno arriviamo stremati alla base del couloir; è tardi ma non fa caldissimo. Arriva l’elicottero, ci gira sopra un paio di volte, ci guardano per una trentina di secondi e poi se ne vanno, lasciandoci al nostro arduo compito di aprire la traccia in più di mezzo metro di neve fresca compatta, in una successione di movimenti più simili ad una nuotata che ad una scalata.

Alle 2 del pomeriggio siamo in cima al colle ovest; la nebbia si è dissolta lasciandoci intravedere la valle di Chamonix ai nostri piedi. Dopo una fugace merenda e qualche foto, agganciamo le tavole, apprestandoci a goderci il momento più intenso e piacevole della giornata. Dopo le prime curve strette sulla parte più ripida, ci lasciamo andare a belle curve fluide; la neve è quasi perfetta e la surfata rilassante. Adoriamo scendere su queste pendenze con


At the col


First turns


PJ on his way down

Più in basso, sul ghiacciaio, troviamo buona neve primaverile e tocchiamo i mc 12. Alla giunzione con il couloir di salita prendiamo a destra, scendendo il ripido pendio che contorna i bastioni rocciosi alla base del ghiacciaio. Troviamo buona neve fino in basso, dove cambia improvvisamente diventando superpesante, proprio in prossimità della tenda.


Great snow on the glacier

Mangiamo qualcosa di fretta ripreparando il sacco e ci buttiamo nell’interminabile traverso che ci porterà a prendere l’ultima benna per scendere. Poco più di 2 ore dopo siamo nel mio giardino di Les Praz ad accendere il fuoco per il barbecue, con la luce rosa del tramonto, soddisfatti per le 2 belle tracce lasciate giusto di fronte a casa.


Happiness

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