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Aiguille du Midì N Face – Eugster Couloir 09.05.2009

3800 m ; 1000 m 45°- 55° ; North/NorthWest ; TD+ ; 5.4/ E4

Was a long time i was dreaming to ride the north face of the Anguille du Midi.
I look at this face everyday and this line is dominating the view I have from my garden.
It has already been skied few times this year but the conditions were not perfect yet.
It’s difficult to wait for the perfect conditions, it means to risk to lose it if the temperature suddenly rise.
This 9th of may has been a perfect day!
We had no people in front of us, no one behind and unbelievable 40cm of high mountain cold powder top to bottom.
It’s superfeeling, being at the right place at the right moments.
And what a great sensation riding the top part of the face in pretty big turns, with Chamonix under your feet and the cablecar full of shocked eyes passing by time to time
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Maggio è uno dei miei mesi preferiti in montagna, lo sciame di vacanzieri e stagionali se ne va, l’isoterma si alza e temporali primaverili scaricano un’infinità di neve umida che si attacca ai pendii più ripidi, permettendo allo sguardo di posarsi su linee maestose ed all’anima di osare ciò che fino a quel momento era relegato negli ignoti meandri della fantasia.
L’inverno passato ci ha deliziati di abbondanti nevicate, ma il forte vento ci ha tenuto coi piedi per terra, posticipando l’inizio della stagione del ripido alla metà di aprile.
Sciare linee “one shot” a curvoni e saltare cliff giganti è sicuramente inebriante, ma mi lascia sempre una sensazione di astinenza “distruttiva,”che riesco a smorzare soltanto quando scendo una bigline che sognavo da tanto.
Mi affascina lo stato emozionale di perfetto equilibrio con cui si affrontano queste discese; la miscela di euforia e paura si equivale, permettendoci di entrare in una “bolla”di consapevolezza e concentrazione irraggiungibile altrimenti.
Quest’anno sono stato testimone di un’evoluzione spaventosa di questo sport, che per la maggior parte delle volte ha avuto luogo sulla montagna simbolo di Chamonix; l’Aiguille du Midì.
Non esiste un altro parco giochi simile al mondo dove in 20 minuti si viene scaricati in uno dei più incredibili scenari e terreno di gioco per sciatori, climbers, speedriders, paragliders e basejumpers al mondo.
Tutte queste attività fanno parte della vita quotidiana a Chamonix ed è difficile da capire venendo da un sistema paternalistico ed ipocrita come il nostro.
Quest’anno, trainati dall’entusiasmo visionario e dall’abilità del giovane sciatore svedese Andreas Fransson, la comunità degli sciatori del ripido ha cominciato a trascurare le classiche come Glacier Ronde e Cosmiques, dedicandosi all’esplorazione delle numerose alternative di discesa dall’Aiguille du Midì.
Nonostante la maggior parte delle linee fossero già state scese almeno una volta dai grandi gota dell’estremo (ed archiviate come tali), sono state “rispolverate”dalla massa (si parla sempre e comunque dei migliori interpreti di questa disciplina al mondo); è stato un vero e proprio sci d’esplorazione.
Alla sera ci si scambiava le informazioni ed il giorno dopo si affrontavano le linee sciate dagli amici il giorno prima; è così che nomi come poubelle couloir, west couloir, west direct, Rocco, the Heart of the Ronde, Cosmiques direct, back side Comiques, Cunningham (entrata con 60m di doppia nel vuoto dal ponte dell’Aiguille du Midi) Eugster, Mallory, Frendo, north face col du Plan direct and Col du Plan Tournier spur, sono stati strappati dalla malinconica apatia a cui erano relegati sulle sbiadite pagine delle guide di sci estremo per diventare parte del linguaggio quotidiano.
Normalmente sulla nord dell’Aiguille du Midì si vedevano dalle tre alle cinque tracce in tutta la stagione (quand’era in condizione, ovviamente), mentre quest’anno almeno 50 persone sono scese, il più delle volte in condizioni fantastiche.
A chamonix a maggio ci si sente parte di una grande famiglia, che s’incontra puntualmente ogni mattina alla partenza di ogni benna; è qui che ha luogo il teatrino della formazione dei gruppi e della spartizione della torta.
Di solito le prime stagionali sono precedute da “zuffe”tra i vari aspiranti, anche se le condizioni non sono perfette.
Il 9 maggio è arrivato il mio turno, dopo una forzata attesa per trovare le migliori condizioni possibili; l’entrata diretta subito all’uscita della grotta è impraticabile a causa del ghiaccio, quindi bisogna fare il giro largo, sciare un pezzo sulla nord seguendo la cresta (come per scendere alla Valle Blanche) ed entrare sotto il seracco.
Riesco per una volta a scendere per primo con un gran frontside in 40cm di polvere sulla nord, con Chamonix sotto i piedi, 2800m più in basso; mi fermo poco prima del traverso, mi giro e dietro di me trovo Felix, Nicklas e Cedric.
Una semplice occhiata e…si va!
Traversiamo sotto l’inquietante seracco e ci troviamo in piena faccia nord, proprio mentre un cabina ci passa a pochi metri di distanza.; è un momento che ho aspettato tanto ed ora sono lì, con tre amici ma allo stesso tempo solo


Traversing under the serac

Inizia Felix con qualche curva di assaggio sulla neve durissima della cresta che lascia ben presto posto a 30 – 40cm di polvere freddissima; sciamo uno alla volta fermandoci 80 -100m sotto il compagno che ci precedeva


Felix Hentz ripping!


Con la consueta sensazione di vigilanza che mi accompagna in questi momenti, mi godo questo perfect moment ad ampie curve, tra impressionanti colate di neve, con Chamonix sempre lì sotto a ricordarmi che non sono al Grands Montets

Mi fermo una volta al riparo dalle colate a fotografare gli amci che scendono a curvoni ululando ed in pochi minuti siamo alla giunzione tra Eugster e Mallory (quest’ultima non in buone condizioni)


Nicklas Hansen


Cedric Bernardini


Steep


Nicklas


Felix


Speedrider

L’entrata nello Eugster è caratterizzata da un passaggio delicato tra le rocce, in traverso verso destra; ci si inarca all’indietro tenendosi alle due estremità di un masso per passare una crestina di neve che dà accesso al couloir vero e proprio, largo solo un paio di metri al suo inizio.
Scendiamo circa 50m di canale sbarrato da una fascia rocciosa che si passa con una calata in doppia su due nuts; l’esposizione è totale e trovarsi in questo posto con neve dura come mi capiterà la settimana seguente è un vero incubo


1 st mandatory rappel, 30 m


Great snow after the 1 st rappel

Dopo la doppia ci aspettano altre belle curve in neve profonda, prima della seconda doppia da 12 metri circa che ci porterà nel couloir Eugster vero e proprio


2 nd mandatory rappel, 12 m

Date le ottime condizioni d’innevamento saltiamo le due barrette di rocce che sbarrano il canale a metà ed alla sua uscita lasciandoci andare in un liberatorio rigone dritto sul conoide d’uscita


Nicklas landing from the middle rocky section drop


Cedric and Felix at the bottom of the couloir

Da quel giorno ho cominciato a godermi di più le colazioni nel mio giardino a Les Bossons, proprio sotto la nord, senza più quell’ossessione velata che le turbava in precedenza.

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