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EIGER – West Face 16.04.2011

3970 m ; 400 m 45° pass 50°, 900 m 40° ; West ; TD ; 5.2/ E4

EIGER…the Ogre, its name sealed from the beginning of its fate as the killer mountain.
In the thirties the Eiger was the ideal training ground for the mythical meetings of the murderous natured and the equally absurd, “the superman” touted by the Nazi regime.
Due to its murderous wall known as the “Mordwand”, the Eiger is renown throughout the world for claiming dozens of victims, all who dared to challenge the horrid 1800m cliffs between avalanches, falling rocks and changing weather.
The Eiger and its vertical walls are the first obstacles to break against the northerly low pressure air systems causing tremendous and sudden storms.
At the beginning of the century a 10k m railway was built inside the mountain and exiting at the peak, allowing access to the highest train station in Europe standing at 3454 m. At one of the intermediate stops it is possible to look out from a window to view the first third of the vertical north face which lies above the pastures of the charming village, Grindelwald.
It is truly amazing how such beauty and harmony can live alongside one of the most difficult and scary walls in the world. A wall which has been regularly documented about within the most beautiful and terrifying history pages in the mountaineering world and where, as Reinold Messner said, “luck is more important than skill.”

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EIGER…l’Orco, con questo nome il suo destino di montagna maledetta era già segnato.
Negli anni trenta fu la palestra ideale per l’incontro fra il mito della natura assassina e quello, altrettanto assurdo, del superuomo propagandato dal regime nazista.
E’ grazie alla sua “Mordwand”, parete assassina, che l’Orco è conosciuto nel mondo intero per aver mietuto decine di vittime che hanno osato sfidare quei 1800m di orrido strapiombo, fra slavine, scariche di sassi ed improvvise tempeste.
L’Eiger costituisce il primo ostacolo per le perturbazioni che, scendendo da nord, s’infrangono contro le sue pareti verticali provocando tremende e repentine tempeste.
A inizio secolo fu costruita una ferrovia di 10km al suo interno che permette di raggiungere i 3454m della stazione più alta d’Europa; ad una delle sue fermate intermediarie è anche possibile affacciarsi da una finestra sul primo terzo della verticale parete nord che precipita sopra gli alpeggi dell’incantevole villaggio di Grindelwald.
Incredibile come tanta bellezza ed armonia possano quotidianamente convivere con una delle più difficili ed inquietanti pareti al mondo, dove son state scritte tra le pagine più belle e terrificanti allo stesso tempo dell’alpinismo mondiale e dove, come disse Reinold Messner, conta più la fortuna che la bravura.


West Face from Eigergletscher train station (2320m) start of the climb

To ski these lines, in the best conditions, on these mountains, experience and information given by friends is essential. It was during a barbecue with friends where Colin Haley, who had just returned from two days on the north face of Eiger (and descended down via the west face) told me : “The west face is perfect for skiing, you should go tomorrow.” The usual increase of heart beatings, typical of when you realize a dream, suddenly caught me. I called my friend Olov in Lausanne, saying “The Eiger is ready we should go tomorrow.”
That next afternoon I was joined by Olov and his friend Arash and we became a team of three. We took the four o’clock and last train from Grindelwald station to Eigergletscher and after an hour of skinning we reached the entrance of the tunnel and the eerie point at which the train disappears into the heart of the Ogre.
That night we spent the night in a maintenance room, waking early and leaving at 6am to start our ascent.

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Per sciare certe linee in buone condizioni sono indispensabili le informazioni di amici sempre in giro per monti.
Ero ad un barbeque quando Colin Haley, appena rientrato da una due giorni sulla nord (con discesa lungo la ovest) dell’Eiger mi disse : “La ovest è perfetta da sciare, dovresti andarci domani”.
Il solito aumento di battiti cardiaci tipico di quando si sta per realizzare un sogno mi colse.
Chiamai il mio amico Olov a Lausanne dicendogli “L’Eiger è pronto dovremmo andarci domani”.
Il giorno dopo alle 4 del pomeriggio prendemmo l’ultimo treno da Grindelwald per la stazione di Eigergletscher. Da li in un’ora di pelli arrivammo all’entrata del tunnel dove il treno scompare nel cuore dell’Orco.
Passammo la notte in un locale per la manutenzione.


Eiger North face

Above the lower section rock-bands we found deep snow all the way up to above the serac. We climbed a gully on the left to avoid being exposed to the enormous serac lying above our heads. Just above the serac, the altitude suddenly took caught of Arash and he had to stop due to suffering from a severe headache. Olov and I continued and by midday we were standing on the summit of the Eiger .

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Partimmo verso le 6 del mattino in 3, io, Olov ed il suo amico Arash.
Passate le barre rocciose in basso, trovammo neve profonda fino a sopra il seracco.
Scalammo una goulotte sulla sinistra per evitare l’esposizione all’enorme seracco sopra le nostre teste.
Poco sopra il seracco lasciammo Arash in preda ad un fortissimo mal di testa e verso mezzogiorno uscimmo in punta all’Orco.


Better to don’t look up

After an hour of waiting for the surface snow to melt down, we were ready for this incredible descent. We skied the upper part in perfect corn, the middle and the lower part in perfect high mountain compressed powder. Another great day on one of the most mythical mountains in the world.

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Dopo un’ora d’attesa, aspettando che la neve mollasse al punto giusto, eravamo pronti per questa incredibile discesa.
Parte alta in primaverile perfetta, parte mediana e bassa in perfetta polvere compressa d’alta montagna.
Un’altra grandissima giornata su una delle montagne più mitiche al mondo.


Upper part, perfect corn


Exposed


Some pretty steep passages


Perfect powder above the serac


Below the serac, still amazing snow


Grindelwald village, the north and the northeast face of the Eiger in the background


The west face in all its beauty

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